CISST presenta il volume “La scoperta del Mezzogiorno. Zanardelli e la questione meridionale”, sabato 27 con Giampaolo D’Andrea e Giovanni Sabbatucci

Sabato 27 febbraio 2016, ore 17.30, si terrà a Potenza, nella Sala del cortile del Museo Archeologico Nazionale “Dinu Adamesteanu”, la presentazione del volume “La scoperta del Mezzogiorno. Zanardelli e la questione meridionale a cura di Giampaolo D’Andrea e Francesco Giasi Edizioni Studium, 2015, pubblicazione promossa dalla Fondazione Con il Sud in collaborazione con la Fondazione Istituto Gramsci e l’Istituto Luigi Sturzo.

L’evento è promosso dal CISST (Centro Internazionale per gli studi Storici, Sociali e dei Territori), in collaborazione con la Deputazione Lucana di Storia Patria e il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Direzione Generale dei Musei, Polo Museale Regionale della Basilicata.

Ne discuteranno i professori Giovanni Sabbatucci (Università degli Studi di Roma La Sapienza), Antonio Lerra (Università degli Studi della Basilicata), Giampaolo D’Andrea (Capo di Gabinetto del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e curatore del volume).
La professoressa Isabella Valente, dell’Università degli Studi Federico II di Napoli, illustrerà il celebre dipinto di Michele Tedesco “Il viaggio di Zanardelli in Basilicata”.
Introdurrà e modererà il dibattito il professor Donato Verrastro, dell’Università degli Studi di Salerno e componente CISST,

In breve
Quello di Zanardelli rappresenta un approccio allo sviluppo del Sud che punta sulle vocazioni e sulle potenzialità dei territori, sulla valorizzazione delle sue risorse (oggi diremmo sui beni comuni), sull’istruzione e sulla formazione al lavoro, sulla qualità delle classi dirigenti, sui diritti alla cittadinanza e sui servizi. La scoperta di questo bresciano che voleva risolvere i problemi del Sud e del Paese è anche la lettura di un modo di vedere, concepire e, soprattutto, realizzare interventi nelle regioni meridionali che avrebbe dovuto fare scuola e che, probabilmente, avrebbe portato l’Italia a trovarsi in una situazione diversa. La storia del Paese e dell’intervento straordinario nel Mezzogiorno del Novecento ha preso un’altra strada, puntando su priorità diverse, seguendo logiche differenti con annesse successive derive. Credo che rileggere Zanardelli, oggi, possa rappresentare un’opportunità di riflessione ed anche uno stimolo per ripensamenti e scelte coraggiose (allora come adesso) su obiettivi prioritari per lo sviluppo. Non rimpianto, ma riscoperta della memoria, senza la quale non c’è futuro.

Maggiori ragguagli sul volume ai seguenti link:
fondazionegramsci.

edizionistudium

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